⇒ sei in... Contesto
Territorio
Il territorio interessato dal progetto è quello che comprende le città di Treviso e di Conegliano, in particolar modo quello a cui fanno riferimento le AUSL n. 9 e n. 7. Le scuole in rete hanno sede in Treviso (2), Lancenigo (1) e Conegliano (2).
Visualizza Le scuole del progetto I Care in una mappa di dimensioni maggiori
Tipo di scuole
Le scuole della rete sono tutti istituti secondari di secondo grado, tecnici o professionali. Esse sono:
- Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore “Fabio Besta” di Treviso, istituto professionale ad indirizzo commerciale, turistico, servizi sociali
- Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Giuseppe Mazzotti” di Treviso
- Istituto Professionale Statale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Massimo Alberini” di Lancenigo
- Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore “Giovanni Battista Cerletti” di Conegliano, istituto tecnico agrario e professionale per l’agricoltura
- Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianto “Innocente Pittoni” di Conegliano
Caratteristiche peculiari
Il progetto è nato dalla necessità di un più efficace accompagnamento al lavoro dell’alunno con disabilità in uscita dalla scuola secondaria di secondo grado. La presa in carico da parte dei Servizi determina spesso la necessità di ricominciare da zero, a causa dell’utilizzo di un linguaggio non condiviso, di esperienze e professionalità diverse tra la scuola superiore ed i Servizi stessi.
Accogliere le aspettative del ragazzo, ponendolo al centro del progetto di vita, riuscire a certificarne le competenze e a lavorare su quelle utili per il suo futuro inserimento lavorativo può determinare il superamento di parte di queste difficoltà.
Soggetti coinvolti / Collaborazioni
Oltre alla rete di scuole nata per lo sviluppo del progetto, sono state richieste le collaborazioni di soggetti che a vario titolo si occupassero dell’argomento:
- dott.ssa Leandra Negro – coordinatrice nazionale per l’ European Agency for Development in Special Needs Education presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
- dr.ssa Victoria Soriano – responsible of the European Agency for Development in Special Needs Education, Brussels Office;
- dr. Harald Weber – responsible for the divisions “Work and Social Affairs” and “Inclusive Design” of the European Agency for Development in Special Needs Education;
- prof. Carlo Lepri – docente di Psicologia delle Risorse Umane, facoltà di Scienze della Formazione, Università di Genova per la sua attività di inserimento al lavoro dei ragazzi disabili e le pubblicazioni sul tema;
- dott. Luciano Rondanini dirigente tecnico dell’USR dell’Emilia Romagna per le sue conoscenze in merito al progetto di vita dei ragazzi disabili;
- dott.ssa Adriana Marchioni responsabile del Servizio di Integrazione Lavorativa della ULSS n.7 di Conegliano e dott.ssa Flavia Pasin operatrice del medesimo Servizio;
- dott.ssa Chiara Gobbo responsabile del Servizio di Integrazione Lavorativa della ULSS n. 9 di Treviso;
- dott.ssa Marigia Mansueto responsabile del Servizio per l’Impiego dell’Amministrazione Provinciale di Treviso, sig. Massimo Viapiano e sig.ra Carlucci Mina operatori del medesimo Servizio;
- sig.ra Serenella De Gaspari responsabile del Centro Educativo Occupazionale Diurno “La casa di Michela” di Quinto di Treviso;
- sig.ra Alberta Trevisan responsabile del Centro Educativo Occupazionale Diurno “Centro Giovani” di Silea.
Punti di forza
I punti di forza del progetto si possono riassumere in:
- efficace formazione di personale specializzato (tutor) nella pianificazione di un progetto di vita che preveda l’inserimento lavorativo del soggetto con disabilità;
- definizione di Piani Individuali di Transizione che garantiscano la partecipazione attiva e consapevole dello studente;
- condivisione delle esperienze maturate dalle scuole della rete in merito ai tirocini ed agli stage dei soggetti con disabilità, con particolare riguardo ai protocolli di rete e agli accordi tra istituzioni;
- dialogo tra istituzioni diverse: la Scuola condivide con i Servizi dubbi, difficoltà, linguaggi e buone o cattive prassi e trova soluzioni grazie all’utilizzo di linguaggi e certificazioni di competenze finalmente comuni;
- individuazione e codifica, al fine di una certificazione riconosciuta, delle competenze acquisite, o sulle quali lavorare, per un efficace inserimento lavorativo;
- stipula di nuovi protocolli di intesa o di convenzioni tra i soggetti coinvolti.
Punti di debolezza
I punti di debolezza del progetto si possono riassumere in:
- diversi livelli di esperienza di organizzazione di stage scolastici delle scuole appartenenti alla rete che hanno reso disomogeneo il contributo delle singole istituzioni scolastiche;
- mancanza di tempi adeguati per la realizzazione del progetto nella sua completezza;
- necessità di validazione delle procedure e della documentazione prodotta attraverso la sperimentazione del percorso.
