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Rapporto risultati attesi/risultati conseguiti
Pur non essendo terminato l’intero processo in quanto non ancora avviata la sperimentazione pratica del percorso, possono già considerarsi acquisiti i seguenti risultati peraltro ampiamente attesi:
- la formazione dei tutor scolastici è stata molto efficace; indubbiamente la qualità dei relatori ha contribuito a questo risultato, anche la forte motivazione riscontrata, testimoniata dal gran numero di partecipanti, ha giocato un ruolo determinante;
- le cinque scuole in rete hanno potuto condividere i loro percorsi di alternanza-lavoro, ricavandone indicazioni utili per un eventuale ricalibrazione degli interventi;
- è nata una collaborazione più stabile con gli Enti del territorio;
- i soggetti che istituzionalmente si occupano di inserimento lavorativo delle persone con disabilità parlano finalmente un linguaggio comune nell’ottica della certificazione delle competenze;
- si sono creati una serie di documenti che aiutano a pianificare meglio il progetto di vita dell’alunno disabile in vista della sua vita adulta lavorativa;
- si sono codificate le procedure per la definizione del Piano Individuale di Transizione.
Modificazioni/miglioramenti assunti dall’organizzazione
L’aver fatto dialogare tra di loro istituzioni che hanno il fine ultimo comune dell’inserimento del ragazzo con disabilità ha prodotto una maggiore consapevolezza delle realtà di ogni singola entità. I vari mondi si sono confrontati ed hanno deciso di collaborare più efficacemente tra di loro.
Questa volontà si è concretizzata da subito attraverso la stipulazione o il rinnovo di convenzioni e protocolli di intesa tra le scuole e le altre agenzie. La presenza nelle scuole di tutor formati attraverso questo progetto ha favorito la definizione di questi accordi.
La possibilità di condividere lo strumento della certificazione delle competenze, inoltre, ha offerto nuovi spazi di lavoro e di collaborazione.
Indice di acquisizione dei cambiamenti
Sul piano organizzativo
Indubbiamente le informazioni tra i vari soggetti viaggiano ora in modo più efficace, poichè si è finalmente giunti alla comprensione senza equivoci di quanto la scuola, ad esempio, comunica ai Servizi.
Questa migliore comunicazione permette una serie di miglioramenti legati alla presa in carico del soggetto; questa può avvenire avendo già avuto modo di sperimentare il ragazzo in relazione ai compiti che si prevedono egli possa svolgere all’interno della realtà produttiva o prelavorativa.
Sul piano culturale
La necessità di ragionare in virtù di un futuro inserimento lavorativo, apre una serie di questioni a cui gli operatori (in primis quelli scolastici) sono chiamati a dare risposte sul piano concreto. All’interno dei Consigli di Classe delle scuole coinvolte nel progetto si parla ora in modo più pregnante del progetto di vita del ragazzo nel suo insieme, non fermandosi più agli aspetti legati al momento scolastico. C’è quindi maggiore consapevolezza che la scuola non è il punto di arrivo, ma una straordinaria occasione per preparare l’alunno con disabilità ad affrontare le sfide che lo attendono al termine del ciclo di studi.
